Libro #2 – Fattore 1% di Luca Mazzucchelli.

Continuo la rubrica delle recensioni dei libri più belli e formativi che abbia mai letto. Il secondo è Fattore 1% di Luca Mazzucchelli.

Luca Mazzucchelli è uno psicologo, psicoterapeuta, autore e imprenditore, ed è oggi una delle figure di riferimento per la psicologia e la crescita personale in Italia. Credo sia stato tra i primi a portare la psicologia nel mondo digitale qui da noi e, come racconta lui stesso, all'inizio non era visto benissimo dai suoi colleghi. Oggi, fortunatamente, è diventata quasi la normalità.

La filosofia del Fattore 1%.

In questo libro Luca descrive in modo molto chiaro una guida per migliorarsi attraverso le abitudini e costruire un cambiamento sostenibile. Il suo approccio lo ritrovo molto in quello che faccio e anche in ciò che scrivo. Per come sono fatto, è uno dei pochi metodi che mi permette di uscire dalla mia zona di comfort senza sentire quel peso enorme addosso.

Piccoli miglioramenti quotidiani che, nel tempo, fanno una grande differenza.

È l'idea che possiamo cambiare gradualmente, senza strappi drastici. Questo approccio aiuta anche ad aggirare quella che viene chiamata omeostasi — la naturale resistenza del nostro sistema, mentale e fisico, ai cambiamenti troppo bruschi.

Un altro concetto che mi è rimasto molto è questo: noi siamo il risultato delle nostre abitudini. Se ogni giorno portiamo avanti abitudini che non ci fanno stare bene, nel tempo diventeremo quella direzione lì. Se invece coltiviamo abitudini positive, lentamente iniziamo a costruire qualcosa di diverso.

Il timone e i remi.

C'è una metafora che mi è rimasta impressa: quella del timone e dei remi.

Il timone rappresenta la direzione, l'obiettivo che vogliamo raggiungere. I remi invece sono le abitudini: sono quelli che si bagnano, quelli che fanno fatica ogni giorno per portarci davvero a destinazione.

Non basta sapere dove vogliamo andare. Dobbiamo costruire il modo per arrivarci.

Per me è stato un punto di svolta.

Sono sempre stato una persona molto timida e introversa e ho sempre visto il cambiamento come qualcosa di drastico, pesante, quasi ingestibile. Leggendo queste pagine ho capito che il mio errore era proprio lì.

Il cambiamento non è un salto improvviso. È qualcosa che avviene ogni giorno, in modo silenzioso, quasi invisibile. Un piccolo tassello alla volta. E solo dopo un po' di tempo ti rendi conto di tutto quello che hai costruito.

Micro obiettivi. Quasi banali. Ma proprio per questo sostenibili.

Il concetto più pratico che mi sono portato a casa è questo: dividere l'obiettivo in micro obiettivi. Piccolissimi. Quasi banali. Ma proprio per questo sostenibili.

Invece di concentrarmi solo sul risultato — perdere 15 kg, cambiare lavoro — ho iniziato a concentrarmi su chi voglio diventare.

Non "devo allenarmi", ma "voglio diventare una persona che non salta gli allenamenti". E da lì, le azioni iniziano a diventare una conseguenza.

Per vincere la pigrizia, l'azione iniziale deve essere facile.

Un altro pilastro del metodo è la semplificazione. Se l'obiettivo è allenarsi un'ora, l'abitudine può essere iniziare con un minuto. Se sembra poco, è perfetto così.

La regola che mi porto dietro è: "zero giorni zero". Anche fare pochissimo è sempre meglio di non fare nulla.

Una cosa che mi ha fatto riflettere molto: la motivazione è spesso sopravvalutata. Quello che fa davvero la differenza è costruire un ambiente e un sistema di abitudini che ti rendano più facile fare la cosa giusta.

Spero che questo libro ti aiuti quanto ha aiutato me. Oltre a leggerlo, ti consiglio anche i suoi podcast e gli altri contenuti — per me sono stati, e sono ancora, un grande supporto nel mio percorso.

— Fabio Simonetti
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