Il tempo passa e noi siamo fermi.

Ci sono momenti in cui ripenso a un evento del passato e mi dico: "È già passato un anno." "È già passata una settimana." "È già finito tutto."

Mi rendo conto che il tempo è volato e che, in certi periodi, non l'ho vissuto davvero. Siamo a lunedì e, in un battito di ciglia, è già domenica sera. I giorni passano come fotocopie, tutti uguali, e quasi non ce ne accorgiamo.

Quando ho iniziato a notare questa cosa, ho provato a osservare meglio i momenti che vivevo e quelli che avevo vissuto. Sentivo che questo loop che avevo preso mi stava costando la cosa più preziosa che abbiamo: il tempo. Ma non capivo perché alcuni periodi mi sembravano lunghissimi e altri volavano via senza lasciare traccia.

Alcuni periodi li ricordo, altri scivolano via senza lasciare segno.

Molti viaggi che ho fatto li sento ancora vivi dentro di me, anche se sono passati anni. Certi eventi particolari, certi esami universitari — li ricordo con una chiarezza che mi sorprende ancora.

E poi ci sono intere settimane recenti che non ricordo quasi per niente. Come se fossero scivolate via senza lasciare segno.

Ho capito cosa fa "pesare" il tempo.

Nell'ultimo periodo ho iniziato ad affrontare davvero questo tema. L'ho guardato, ci ho pensato, ho scavato un po' dentro di me. E ho capito che per me, la percezione del tempo è molto legata al cambiamento.

Quando esco dalla routine, quando faccio qualcosa di anche solo leggermente diverso dal solito, il tempo sembra "allungarsi". Come se quei giorni avessero più spessore. Ecco perché i viaggi o gli esami li percepisco in modo diverso. Quando invece vivo in automatico, tra giorni, mesi e anni fotocopia, il tempo mi scivola via dalle mani.

Il problema è che, per molto tempo, ho visto il cambiamento come qualcosa di enorme. Come se dovessi passare dal piano terra all'attico in un salto solo. Questo mi buttava giù e, alla fine, mi faceva restare fermo nelle stesse abitudini.

Il cambiamento non è un salto nel vuoto. È un processo graduale. È un viaggio in cui puoi aggiustare il tiro mentre cammini.

Tre strumenti semplici che sto usando.

Da questa consapevolezza ho iniziato a usare tre strumenti molto semplici, che mi stanno aiutando a sentire di più il tempo che vivo — e quindi anche me stesso.

Il primo: un piccolo cambiamento al giorno.

Qualcosa di minimo, quasi ridicolo. Un 1% fuori dall'ordinario. Per me, che sono timido e mi vergogno di molte cose, questo rende il cambiamento meno pesante e più sciocco. Ho capito che non devo stravolgere la mia vita, devo solo fare una cosa leggermente diversa dal solito.

Il secondo: scrivere a fine giornata.

Io uso un quaderno, a volte le note del telefono. Segno uno o più momenti in cui ho fatto qualcosa di bello, di nuovo, o semplicemente un passo in più rispetto a ieri.

Nel mio diario ci sono anche cose molto semplici: aver fatto un complimento alla mia fidanzata, stare vicino a un collega che era giù, rimettere mano a un progetto che avevo evitato per settimane.

Quando penso che la giornata sia stata "una giornata buttata", mi sforzo di cercare comunque qualcosa. Perché mi accorgo che sono molto più bravo a criticarmi che a riconoscere quello che faccio di buono.

Il terzo: il riepilogo della domenica sera.

Rileggo quello che ho scritto durante la settimana e mi do un "voto" — non per giudicarmi, ma per rendermi conto di come sono stato. Di cosa ha funzionato. E di cosa, magari, posso provare a fare in modo diverso la settimana dopo.

Non mi sento improvvisamente una persona super disciplinata. Però mi accorgo che le giornate non sono tutte identiche. E io mi sento un po' più presente nella mia vita.

Facendo queste cose, il tempo mi scivola meno addosso. Le settimane non scompaiono più senza lasciare traccia.

Se questo può aiutare anche solo una persona a sentirsi meno in balia dei giorni che passano, allora ha senso averlo scritto.

— Fabio Simonetti
Se quello che hai letto ti riguarda

Parliamone in 30 minuti.

Una conversazione gratuita per capire insieme cosa ti blocca e se posso aiutarti. Nessuna pressione, nessun impegno.

Prenota la sessione gratuita →

oppure scrivimi a taominditaly@gmail.com