Qualche sera fa ero a cena con Pietro, un mio amico. A un certo punto mi ha detto una cosa che mi è rimasta in mente per giorni: "Fabio, ma il mondo del coaching e della crescita personale non è diventato una grossa bolla? Formatori ovunque, libri su libri, corsi su corsi. E la maggior parte è fuffa."
Ho sorriso. Capivo da dove veniva quel pensiero. Per anni il mercato della formazione è stato invaso da persone che vendevano il fumo senza l'arrosto. Motivatori da palco che ti caricavano per un weekend e ti lasciavano esattamente dove eri prima. Libri che promettevano trasformazioni in 30 giorni con un metodo infallibile.
Aveva ragione. E allo stesso tempo aveva torto. Perché il problema non è il settore in sé. Il problema è quello che ci aspettiamo da lui.
Il problema di ogni libro di crescita personale.
Qualche mese fa ho letto il libro di David Goggins. Ex Navy SEAL americano, atleta estremo, uno che corre 160 chilometri nel deserto per divertimento. Il libro è potente. Brutale. Onesto. E completamente inutile per me.
Non perché Goggins sia un bluff. Ma perché le sue pratiche, riportate nella mia quotidianità nel caos di Roma, non hanno alcun senso. Svegliarmi alle quattro di mattina, abituarmi al dolore fisico come strumento di crescita, spingere il corpo fino al limite ogni giorno: quello che funziona per lui non funziona per me.
Ho letto tanti libri come quello di Goggins. Ho preso appunti, sottolineato frasi, fatto liste di cose da fare. E per anni sono rimasto esattamente nello stesso posto. Ogni volta che non riuscivo ad applicare un metodo, la conclusione era sempre la stessa: il problema ero io.
E qui sta il primo errore che vedo in quasi tutti i libri di crescita personale. Ogni autore scrive il proprio metodo come se fosse valido per tutti. È comprensibile: hai trovato qualcosa che ha cambiato la tua vita, e vuoi condividerla. Ma c'è una differenza enorme tra "questo ha funzionato per me" e "questo funziona per tutti."
Siamo persone diverse. Con storie diverse, fragilità diverse, potenzialità diverse. Con contesti di vita che non si possono comprimere in una morning routine uguale per tutti. Il risultato? Chi legge questi libri e non riesce ad applicare il metodo non pensa "forse questo non è adatto a me." Pensa: "qualcosa non va in me."
L'ho pensato per anni di me stesso. Mi sentivo in colpa ogni volta che non riuscivo a fare quello che il libro diceva. Come se tutti gli altri riuscissero, e io no.
Siamo stati noi ad adattarci ai formatori, o i formatori si sono adattati a noi?
Pensa a quante volte hai preso un metodo, una tecnica, una routine letta da qualche parte e hai cercato di incastrarla nella tua vita. Spostando cose, forzandoti in direzioni che non sentivi tue. Modellandoti su quello che qualcun altro ha scoperto funzionare per sé.
La vera domanda non è: qual è il metodo giusto?
La vera domanda è: chi sei tu?
Nella scuola ci hanno insegnato a guardare i voti bassi. Le materie in cui eravamo carenti. Colma la lacuna, porta il cinque al sette, diventa nella media. Nessuno ci ha mai detto: guarda dove sei già forte. Investi lì. Costruisci da lì.
Da piccolo ho faticato tanto a capire cosa mi piacesse davvero e dove fossi già bravo. Perché guardavo sempre gli altri: cosa riuscivano a fare loro, cosa si aspettavano da me. E invece di scoprire le mie qualità, passavo il tempo a rincorrere quelle di qualcun altro.
E così siamo cresciuti con l'abitudine di cercare sempre quello che non va, quello che manca, quello che dobbiamo ancora migliorare. Portando questa stessa logica anche nella crescita personale. Leggo il libro. Trovo il metodo. Colmo la lacuna.
La crescita vera non parte dalle lacune. Parte dalla conoscenza di sé.
So che sembra ovvio detto così. Ma quando ci sei dentro, conoscersi è la cosa più difficile che esista. Significa fermarsi. Fare domande che non hanno risposte immediate. Scoprire cose di te che non ti aspettavi, o che preferiresti non guardare.
Ed è molto più facile aprire un libro e seguire un metodo. Ti dà l'illusione di stare facendo qualcosa. Di stare crescendo. Ma se non sai chi sei, qualsiasi metodo applichi finirà per scivolarti addosso. È come indossare un vestito fatto su misura per qualcun altro. Puoi anche tenertelo, ma non ti starà mai davvero bene.
Il vero cambiamento non inizia quando trovi il metodo giusto.
Inizia quando ti fai le domande giuste.
Non "cosa devo fare per migliorare?" ma "cosa mi piace davvero fare?"
Non "qual è la morning routine perfetta?" ma "come funziono io al mattino?"
Non colmare quello che manca. Scoprire quello che c'è.
Questo è il percorso che, quando lo vedo iniziare in qualcuno, riconosco subito. Perché ci sono passato. Perché ci sto ancora passando.
Se sei arrivato fin qui e senti che qualcosa risuona, ti lascio con una sola cosa da fare.
Questa settimana, invece di cercare un nuovo libro o un nuovo metodo, prenditi dieci minuti e scrivi una risposta a questa domanda: in quale situazione ti senti più naturalmente te stesso?
Non dove sei bravo. Non dove dovresti essere. Dove ti senti vero. Da lì si inizia.