Coaching 1:1 con Fabio Simonetti

Ti svegli la mattina
con la sensazione
che ci sia qualcosa di più.

Lavoro con ragazzi e ragazze tra i 20 e i 30 anni che si sentono persi, che non sanno ancora cosa vogliono, o che si stanno accontentando di qualcosa che non li fa crescere, per aiutarli a trovare la loro direzione attraverso sessioni di coaching one-to-one.

Queste sono le situazioni in cui mi trovo spesso a lavorare.

Sei nel lavoro che non ti appartiene

Stipendio, stabilità, routine. Sulla carta funziona tutto. Eppure la domenica sera c'è qualcosa nello stomaco che non si calma. Ogni anno fermo nello stesso posto sa di anno perso. E non vedi da dove cominciare a muoverti.

Stai attraversando una transizione che non hai scelto

Una rottura, un trasferimento, un contratto che non si è rinnovato. La vita di prima non esiste più. Quella nuova non ha ancora una forma. La cosa più difficile non è il dolore in sé. È non sapere chi sei adesso, senza le cose che ti definivano.

Sei all'università e senti che stai camminando nella direzione sbagliata

Studi qualcosa che non hai scelto davvero, o che hai scelto per ragioni che ora non riconosci più come tue. Vedi i tuoi coetanei andare avanti e ti chiedi se stai perdendo tempo. Non sai come si fa a capire cosa vuoi davvero, quando nessuno te lo ha mai insegnato.

Sei all'università e hai un'interruzione con certi esami

Ti prepari, studi, ci metti impegno. Ma davanti ad alcuni esami qualcosa si inceppa. Ansia prima dell'orale. Testa che va in bianco in sala. Un esame specifico che rimandi da mesi senza riuscire a spiegarti perché. Non è una questione di intelligenza. È uno schema che si può sciogliere.

Sai cosa dovresti fare. E non riesci ad agire.

Capisci la situazione. Hai letto i libri giusti. Conosci la risposta in teoria. Eppure rimandi. Da settimane, forse da mesi. Non è mancanza di volontà. È uno schema più profondo che si attiva ogni volta che arrivi quasi all'azione. Conoscerlo è il primo passo per non ripeterlo.

Cosa vuol dire fare coaching con me

Non ti do consigli, e non faccio discorsi motivazionali. I consigli, anche i più giusti, restano miei. Un discorso motivazionale scalda per un giorno e poi si spegne. Quello che cerchiamo insieme è tuo, e resta.

Il metodo che uso si chiama coaching umanistico, e l'idea di fondo è semplice da dire e difficile da praticare: il problema che porti in sessione non è la destinazione, è la porta. Dietro c'è quasi sempre una convinzione che ti sei fatto su di te o sul mondo, e una parte di te che non ha ancora avuto spazio per esprimersi.

Non è un percorso prestabilito, e io non ti do la lista delle cose giuste da fare. Lavoriamo su tre cose più semplici e più vere: cosa conta davvero per te, cosa di te non ha ancora trovato spazio per uscire, e tre bisogni che abbiamo tutti, anche se raramente li nominiamo: sentirti libero di scegliere, sentirti capace, sentirti in relazione vera con chi ti sta intorno. Quando anche solo uno di questi tre manca, la vita comincia a starti stretta, anche se sulla carta va tutto bene.

Per questo faccio domande, non do risposte. Se a un certo punto ti dico 'mi sembra che...', è sempre un'ipotesi, mai una sentenza: sei tu a dirmi se ti ci riconosci o no. E se dico qualcosa che suona come 'dovresti', correggimi: non è il mio ruolo.

Un'altra cosa che questo metodo mi ha insegnato: le fragilità non si affrontano attaccandole di petto. Si affrontano partendo da quello che già funziona in te. Il disagio, quasi sempre, non nasce da una mancanza. Nasce da qualcosa di tuo che non ha ancora trovato la strada per uscire.

Non ti parlerò dall'alto.

Ho 28 anni, sono romano. Non è stata una linea dritta: ho studiato economia e marketing, ho lavorato nel cinema, sono stato dipendente, ho aperto un'azienda e sono stato freelance, prima di trovare la mia direzione nel coaching. In ognuna di quelle fasi mi mancava sempre la stessa cosa: una direzione che sentissi davvero mia.

Quello che mi rende utile non è la lista di quello che ho fatto. È che conosco dall'interno lo schema che ritrovo in quasi tutte le persone con cui lavoro: paura del giudizio che diventa perfezionismo, che diventa rimandare, che diventa senso di colpa. O anche la mancanza di direzione. Lo conosco nelle tensioni muscolari. Nell'insonnia.

Quello che avevo, senza saperlo nominare, era una propensione che mi porto dietro da sempre: stare accanto alle persone nei momenti in cui hanno bisogno, e aiutarle a capire cosa sia giusto per loro, non cosa lo sia per me. Ci ho messo anni a vederla per quello che era. È stato il mio percorso di coaching, con il mio coach, a farmelo capire davvero: quell'amore per l'altro che mi guidava senza che me ne accorgessi, l'ho trasformato in un mestiere. Nel 2026 ho preso l'attestato di coach umanistico.

Il coach non ti dà le risposte. Ti allena a trovarle. L'esperto della tua vita sei tu. Cammino con te finché non hai più bisogno di me. Oggi allenare qualcuno a superare un blocco e trovare la propria direzione non è solo un lavoro che do: è qualcosa che ricevo indietro, ogni volta.

— Fabio
Prenota la sessione gratuita (si apre in una nuova scheda)

Un percorso semplice. Senza magie.

Non un programma uguale per tutti. Conversazioni strutturate, piccoli passi che dipendono solo da te: smettere di rimandare una scelta, dormire un po' più tranquillo, iniziare a scegliere per te invece che per accontentare qualcun altro. E il tempo per capire cosa stai davvero cercando.

Sessione di conoscenza: gratuita

30 minuti via Meet. Nessuna pressione, nessuna struttura rigida. Mi racconti dove sei adesso e dove vorresti arrivare. Io ascolto e ti faccio le domande che probabilmente nessuno ti ha ancora fatto. Alla fine valutiamo insieme se ha senso lavorarci.

Gratis · 30 minuti · Senza impegno

Il Sentiero

Non lavoriamo su quello che pensi di dover fare. Lavoriamo su quello che stai effettivamente evitando, in tre passaggi.

La Sosta

Ci fermiamo a guardare cosa nascondi anche a te stesso, sotto le spiegazioni che ti dai già, e a riconoscere le risorse che hai e che magari non stai usando. In modo naturale, senza pressioni e nei tempi che preferisci.

Il Bivio

Mettiamo a fuoco la direzione vera, quella tua, non quella di facciata: non cosa vorresti smettere di sentire, ma cosa vorresti davvero costruire.

Il Passo

La chiarezza diventa un'azione concreta, alla tua portata, che dipende solo da te. Non un altro buon proposito. Diventa un piano da seguire, un passo alla volta.

Piccoli passi concreti

Ogni sessione si chiude con qualcosa di specifico da fare nella settimana. Non ti chiedo di "lavorare sulla mentalità." Ti chiedo una cosa precisa, piccola, questa settimana. Perché la chiarezza arriva agendo, anche quando non è tutto chiaro.

Progressi reali, non ispirazioni
Bonus

Dopo ogni sessione ricevi un riepilogo scritto di quello che è emerso e un report con cosa lavorare fino al prossimo incontro. A metà percorso c'è un momento dedicato apposta, proprio dove è più facile mollare.

Sessione singola

La stessa identica pratica, in un solo incontro. Un tema alla volta, senza nessun impegno oltre quello.

Il prezzo esatto te lo dico in chiamata, insieme al percorso più adatto a te. Nessun obbligo: se decidi che non fa per te, resta così.

Prima di scrivermi, forse ti stai chiedendo questo.

30 minuti. Una conversazione. Senza impegno.

Non è una call di vendita. Alla fine dei 30 minuti ti dico onestamente se secondo me ha senso lavorarci insieme: se la risposta è no, te lo dico chiaro. E se decidi tu che non fa per te, va bene lo stesso — non c'è nessun secondo messaggio che ti aspetta.